Voglio rivolgere un appello ai senatori calabresi del centro destra, Tilde Minasi, Mario Occhiuto, Fausto Orsomarso ed Ernesto Rapani, che in questi giorni sono impegnati con la discussione del Ddl Calderoli sull’autonomia differenziata.

A loro chiedo una scatto d’orgoglio, una presa di coscienza forte a difesa della loro terra, di assolvere ad un “dovere morale” cui non possono sottrarsi nei confronti dei cittadini del territorio che loro rappresentano in Senato, rispetto a questa proposta che reputo una delle più divisive per il nostro Paese.

Divisiva e pericolosa.

In gioco vi è primariamente la tutela dell’equità dei diritti dei cittadini di questa nazione, che già oggi arranca e che domani potrebbe mostrarsi ancora più sbilanciata a favore dei residenti nelle Regioni ricche e sviluppate, ponendo fine definitivamente ai dettami della nostra Costituzione.

Dovesse malauguratamente passare questa autonomia differenziata, dove neanche i Lep sono più definiti, si prospettano sempre più disuguaglianze e sempre meno efficienza nelle cure, sempre più ingiustizia sociale e sempre meno diritto alla Salute per i cittadini.

Se è inaccettabile, già oggi, l’esistenza di una sanità di Serie A e una di Serie B, come si può tacere di fronte a un provvedimento che pone le basi per permettere la creazione di una sanità di Serie C con riferimento alla provenienza del paziente?

Come possiamo cancellare con un colpo di spugna la questione meridionale abbracciando l’ideologia leghista dal netto sapore secessionista e abbandonare al proprio destino i cittadini dei territori più svantaggiati?

Al centro dei miei pensieri non c’è solo la Sanità, che anche viene attenzionata dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, quale metro per valutare la possibilità di siglare un’intesa su questo provvedimento. Nei miei pensieri c’è anche la questione relativa alla pubblica istruzione, già duramente colpita dal dimensionamento scolastico, che potrebbe subire altri stravolgimenti, come la questione relativa ai trasporti che ancora vede un Nord con l’alta velocità e un Sud che arranca nella grande lentezza, la cui unica chimera sembra essere rappresentata dall’irrealizzabile Ponte sullo Stretto.

Non credo che un regionalismo spinto possa risolvere i problemi delle regioni più svantaggiate, né questa politica “nordista” possa fare del bene alla Nazione.

Ed è per questo che mi appello alla coscienza dei senatori del centro destra e alla loro appartenenza territoriale: non svendete la vostra terra e il futuro dei vostri figli al progetto leghista, non votate per la rovina definitiva.

Lottate insieme a noi per una Calabria più giusta.