Ho inoltrato apposita interrogazione al presidente della Giunta regionale per sapere quali provvedimenti si intendono adottare per risolvere l’emergenza del lavoro precario e quali iniziative di competenza si intendono assumere al fine di accelerare la stabilizzazione dei precari Ex Programma Stages/Ex Programma Modernizzazione P.A. (ex Borsisti) e consentire, così, alla nuova Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro – Arpal lo svolgimento degli importanti compiti assegnati in merito alle politiche attive del lavoro e in particolare per il completamento del Programma Gol.

La Calabria è tra le cinque regioni italiane che alla data del 30 novembre 2023 risultano in ritardo sul completamento del Programma Garanzia di occupabili dei lavoratori rispetto al target nazionale. Quindici regioni e una provincia autonoma hanno superato, alla stessa data, l’obiettivo fissato per fine anno; Abruzzo, Marche, Sicilia e Veneto già ad agosto 2023. L’attuazione del Programma Gol è connessa al Piano straordinario di rafforzamento dei centri per l’impiego (Cpi) e al Piano strategico nazionale sulle nuove competenze (Pnc), anch’essi inseriti nel PNRR.

L’Azienda Calabria Lavoro, adesso trasformata in Arpal, è stata individuata quale soggetto attuatore delle specifiche azioni previste al fine di assicurare la realizzazione del Piano Regionale Straordinario di Potenziamento dei Centri per I’Impiego e delle Politiche attive del lavoro e del Piano Attuativo Regionale (PAR) Calabria del Programma Gol relativamente ai sistemi informativi nell’ambito dei servizi per il lavoro e delle politiche attive della Regione Calabria, nonché ha avuta assegnata la realizzazione della linea di intervento “Osservatorio”.

È importante sottolineare che le problematiche relative al precariato riguardano tante famiglie nella nostra regione, causando non poche difficoltà a numerose categorie di lavoratori costretti a convivere con evidenti disagi economici e sociali, non ravvisando possibilità alcuna di programmare la propria vita. In particolare i 56 super laureati calabresi “ex stagisti” ed “ex borsisti” necessiterebbero di una immediata e determinata programmazione, perché si possa finalmente farli uscire da una condizione di precariato che si trascina ormai da troppi anni e consentire loro di dare quel valido supporto di cui la Calabria ha tanto bisogno nelle politiche attive del lavoro.