TRASPORTI: STOP AL BUSINESS SUL DIRITTO ALLA MOBILITÀ

LA REGIONE INTERVENGA PER RIPRISTINARE IL SIBARI-BOLZANO

Nel contesto globale dell’aumento dei prezzi generalizzato e indiscriminato nel settore dei trasporti, accade anche che scompaia dai radar il Frecciarossa “Sibari-Bolzano”. Dal 10 dicembre 2023 non sarà più prenotabile, per come indicato dal sito di Trenitalia. Non è la prima volta che questo treno subisce uno stop, per colpa di una burocrazia farragginosa che fa il paio con il disinteresse da parte della politica regionale nei confronti del vasto territorio della sibaritide.

Ci chiediamo come sia possibile nuovamente e in prossimità delle festività natalizie che alla Regione sfugga il rinnovo di una convenzione così importante per tanti cittadini. La domanda è ovviamente retorica, anche alla luce di assenza di iniziative che questo esecutivo sta mostrando per il caro prezzi che ha investito il settore dei trasporti.

Tornare in Calabria, quest’anno, per i tanti studenti, emigrati, o anche solo per chi deve spostarsi per necessità non legate alle festività natalizie, è impossibile laddove non rappresenti un vero e proprio salasso. In aereo da Milano a Crotone si può arrivare a spendere più di 600 euro, da Roma a Lamezia tra i 300 e i 500 euro. Mentre i viaggi in treno se ancora prenotabili o non soppressi, come il Frecciarossa “Sibari-Bolzano”, presentano anch’essi costi difficilmente sostenibili per passeggeri a reddito medio o basso.

Sono meravigliato dal fatto che Il presidente Roberto Occhiuto e l’assessore ai Trasporti della Regione Calabria, Emma Staine, non siano ancora intervenuti per garantire un diritto, quello alla mobilità su tutto il territorio nazionale, a salvaguardia degli interessi dei cittadini residenti in Calabria in un periodo storico in cui la crisi economica si abbatte sulle famiglie limitandone la capacità di spesa. Avrebbero potuto adottare misure a sostegno dei cittadini come fatto dalla Regione Sicilia che, grazie ad un accordo con le compagnie aeree, ha attivato uno sconto di almeno il 25%, che diventa il doppio per alcune categorie, sul prezzo dei biglietti aerei ai residenti. In Calabria, invece, il tema dei trasporti è diventato di secondaria importanza, e non trova spazio nel dibattito politico.