Centrale Enel, Tavernise e Baldino (M5S): bocciatura incomprensibile, persi 14,7 milioni di fondi PNRR.

La politica faccia quadrato per una “hydrogen valley” nella Sibaritide

Grazie alla nuova dirigenza dell’Enel, la città di Corigliano Rossano perde un’occasione incredibile di sviluppo sostenibile e di rilancio del territorio con la creazione di una hydrogen valley. Il caso della Centrale di Sant’Irene, ossia l’annunciata rinuncia al finanziamento di 14,7 milioni di euro per la riconversione della centrale per la produzione di idrogeno attraverso fondi gestiti dalla Regione Calabria (Missione 2 Componente 2 – Investimento 3.1 del Piano Nazionale Di Ripresa e Resilienza (PNRR) “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”) è emblematico di una politica economica ed energetica che non prende in considerazione la transizione ecologica e le enormi ricadute positive che un’idea di tale portata innovativa può generare in termini di sviluppo, lavoro e futuro in un’area vasta come quella della Sibaritide. Come nella tela di Penelope la nuova dirigenza Enel ha così distrutto quello che attraverso il Pnrr si stava costruendo ovvero una riconversione economica e sociale nel segno della sostenibilità di un sito industriale dismesso.

Siamo convinti che investendo sulle rinnovabili si sarebbe creato un indotto straordinario a Corigliano Rossano. L’idrogeno “verde”, derivato quindi da fonti di energia sostenibile, è visto come il cardine della transizione verso un’economia a emissioni zero. Il mercato della produzione di idrogeno sarà sicuramente in forte aumento nei prossimi anni. L’UE prevede che l’idrogeno contribuirà per circa il 15% al mix energetico del blocco entro il 2050. Mobilità sostenibile, decarbonizzazione dei processi industriali, ottimizzazione della produzione di energia rinnovabili, le applicazioni dell’idrogeno sono tante, anche nella nostra regione come ad esempio il suo uso sui sei treni ad idrogeno destinati ai nuovi collegamenti ferroviari tra Cosenza e Catanzaro.

Con questa scelta Enel concretizza una visione antistorica del progresso. Speriamo che tutte le forze politiche facciano quadrato intorno alla bontà di questo progetto e riescano a convincere la dirigenza Enel a fare un passo indietro e a scommettere nuovamente e fortemente nelle potenzialità di siti strategici per il Paese, come quello di Sant’Irene.